venerdì 23 giugno 2017

Tu sei una sirena


Tu sei una sirena
E ti corichi sulla punta della penna
Mentre fischia il biacco dal nido
E pena
La piazza deserta
Senza luci e voci
In fianco al mio androide paranoico
Vecchio di vent'anni.
Come le bestie, rischia il cibo a terra
L'avvento della formica
La scia
Della lumaca
L'addio del capello e della foglia.
Attorno alla coda a squame 
Rimane il gorgoglio di te
Sirena
Che galleggi sul rum nel mirtillo
Sulla doccia a tarda ora
Sul bicchiere brillo che il bordo sfiora
Di rima morta e prevista e nuda.
Sirena sei tu, sei tu avventato seme
Sparso a seccare, sulla pelle cruda
Abbi pità
E fede e fretta e sonno e sete
E trova tutto questo senza
Scomodare il passo lieve.


sabato 10 giugno 2017

Stelle masticate


C'è già luce adesso
E ha masticato la coda a tutte le stelle 
E mastica ancora. 
Alcune guardie di sonno
Si sono messe al volante,
Mentre i ladri di sonno
Si affrettano a chiudere le auto
Le porte e le persiane,
E slegata la faccia
Nascosta in un cuscino
Si fidano ancora delle sveglie
Delle canzoni 
Dei biscotti massacrati dal latte 
Troppo caldo. 
Il caffè 
Divinità del loro Pantheon impoverito
Sgambetta sull'anta dell'armadio.
Fate
Distributori e zanzare invece 
Non sono mai andati a dormire.


sabato 27 maggio 2017

Un vecchio russa ancora




Gli uccellini cantano e forse 
Mi hanno rubato la voce
O forse 
L'ho dimenticata in qualche cassetto
Nella cucina del castello
O nella credenza
Del manicomio.

Fa caldo da oggi
Fuori si cammina
Senza l'ombra del freddo
E non indosso la maglia da hockey
Per dormire anche se l'acqua 
Per i piatti l'ha scaldata il fuoco 
Anche se l'innaffiatoio
Ha messo il muso
E mentre scrivo poesie
Senza occhiali
Un vecchio ubriaco russa ancora
Sulla panchina.

Un tempo l'avrei soccorso
Anche se è più giovane di me
Un tempo di notte avrei avuto negli occhi
Le lucciole e i sospiri.


martedì 16 maggio 2017

Ombre lunghe


Viene anche oggi
La sera
A bussare sul tavolo
Davanti al mazzo di carte,
E le mani
Delle ombre lunghe 
Si allungano sulle ombre.

È l'ora di mettere a letto i nostri spaventapasseri
Le fragoline di bosco si affacciano 
All'angolo dei pensieri
In piccole selvatiche aiuole.

Nebbie forastiche
Dormono sul divano di trifoglio
E un alleluia 
Mangia le dita ai bicchieri di vino.

Accendiamo l'ultimo fuoco:
Lo scricchiolio
Desterà le rose
E i vampiri.


giovedì 27 aprile 2017

Le dita, le rondini


Ho dimenticato le dita tra le tue gambe. 

C'era un tesoro, lá
Un guizzo formidabile 
Di vibrazioni e
Ho pagato pegno 
Per frugare 
E trovarle,
Per disegnare le traiettorie meno arcuate,
I sospiri non ancora nati, 
E adesso
Che non le ho rivolute indietro
È complesso fare il caffè,
Aprire le finestre,
Chiudere l'orgasmo in una scatola di labbra serrate. 
Le rondini 
oggi che sta piovendo
Non tornano ai soliti nidi.


venerdì 14 aprile 2017

Ma lei, la mattina



La vedo spesso la Mattina
buttarsi via
Celarsi
Scomparire in strade
Poco frequentate
In caffè ingollati
Semafori anticipati.
Pulirsi gli occhiali
Senza cura
E senza cura
Restano le sue mani inoperose
Sopra un volante.
La vedo muta,
Parlare di tutto con sussiego,
Lamentarsi
Soprattutto
Faccia a faccia 
con le scarpe dimenticate
Dal pomeriggio.
A lei non vanno bene:
Zoppica
Traballa
Cade
Ma lei
La Mattina
Le indossa
E di prendere coscienza di sè
Soprattutto
Si dimentica.




giovedì 9 marzo 2017

Ottodeltre


Tutte le strade i sentieri i viottoli i voli pindarici

Tutti i bordi i confini 
Tutti gli slanci
Tutti portano al seno e al solco
Alla piega che dirama la rotondità. 
E di tutti 
Nella spavalderia angusta della maschilità 
C'è timore 
Anelito 
Melodia ricercata.


martedì 7 marzo 2017

Tramontana


Non lesinare in mietitura, tramontana
Non in stille e ombre illuni
Scuoti
Attacca i calcagni
Germina tempesta

Sei o non sei la mano guantata
          [monda
Del cielo?
Sei o non sei chi spettina, ammala, rinchiude,
Chi getta negli occhi polvere
E universi?

Siamo rimasti chiusi fuori
Per te  per le tue carezze
Cedendo terreno al terreno
Cuore al cuore
Condanna alla guarigione.

Siamo quelli che elemosinavano
La differenza tra rubare
E rapire
Quelli che hanno mescolato poesie 
E liste della spesa
Quelli che girano
Nell'imbrunire della vita con un secchio
Pieno di cenere.

Oramai piove, tramontana.
Tu spavalda ci hai salutato
Ma non abbiamo fatto
Posto allo sgomento,
Alla noncuranza,
Alla rotondità.

Nel nostro secchio di cenere
Ci cagano i gatti.




lunedì 6 marzo 2017

Creditori


Piove e tutte
Queste gocce chiedono una guida
                                  [Un pastore
Il riflesso sgarretta sfiorando i tombini,
Spreme dall'asfalto la luce
E spicca il capo ai fanali.

La cena intanto si dispone.

L'imbrunire procede per linee 
Rette e precede
Il sepolcro d'ombre.
Ma i creditori ragionano
Per latitudine,
Domandano densità
Sono i giorni di ogni giorno.
Li ignoriamo per convenienza, pigrizia,
Mancanza di talenti, 
Anche se loro mai
                       [Questuanti accorti
Han preteso denaro.


mercoledì 1 marzo 2017

Gabbie di legno



Gabbie di legno.
Il bosco imprigiona
Ombre smagrite.



 

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