giovedì 9 marzo 2017

Ottodeltre


Tutte le strade i sentieri i viottoli i voli pindarici

Tutti i bordi i confini 
Tutti gli slanci
Tutti portano al seno e al solco
Alla piega che dirama la rotondità. 
E di tutti 
Nella spavalderia angusta della maschilità 
C'è timore 
Anelito 
Melodia ricercata.


martedì 7 marzo 2017

Tramontana


Non lesinare in mietitura, tramontana
Non in stille e ombre illuni
Scuoti
Attacca i calcagni
Germina tempesta

Sei o non sei la mano guantata
          [monda
Del cielo?
Sei o non sei chi spettina, ammala, rinchiude,
Chi getta negli occhi polvere
E universi?

Siamo rimasti chiusi fuori
Per te  per le tue carezze
Cedendo terreno al terreno
Cuore al cuore
Condanna alla guarigione.

Siamo quelli che elemosinavano
La differenza tra rubare
E rapire
Quelli che hanno mescolato poesie 
E liste della spesa
Quelli che girano
Nell'imbrunire della vita con un secchio
Pieno di cenere.

Oramai piove, tramontana.
Tu spavalda ci hai salutato
Ma non abbiamo fatto
Posto allo sgomento,
Alla noncuranza,
Alla rotondità.

Nel nostro secchio di cenere
Ci cagano i gatti.




lunedì 6 marzo 2017

Creditori


Piove e tutte
Queste gocce chiedono una guida
                                  [Un pastore
Il riflesso sgarretta sfiorando i tombini,
Spreme dall'asfalto la luce
E spicca il capo ai fanali.

La cena intanto si dispone.

L'imbrunire procede per linee 
Rette e precede
Il sepolcro d'ombre.
Ma i creditori ragionano
Per latitudine,
Domandano densità
Sono i giorni di ogni giorno.
Li ignoriamo per convenienza, pigrizia,
Mancanza di talenti, 
Anche se loro mai
                       [Questuanti accorti
Han preteso denaro.


mercoledì 1 marzo 2017

Gabbie di legno



Gabbie di legno.
Il bosco imprigiona
Ombre smagrite.


Il mestiere dei palloncini


Che mestiere fanno i palloncini 
Se c'è il buio e piove forte? 
Dove portano a passeggio
Il vagolare delle proprie leggerezze?
E dove vanno a dormire le belle 
Canzoni 
Scacciate nei deserti
Di troppe parole inutili?
Alcune non sono forse morte
Seccate 
Fattesi polvere
Da soffiare via 
Negli archivi dimenticati
Della memoria?
E le lucciole?
Le fragoline di bosco?
I petardi?
Le filastrocche?
I fiordalisi?
Le poesie imparate a memoria dall'inizio alla fine
Che fine hanno fatto?
Che giorno era quando ci hanno salutato?
Su quale fiume si sono imbarcati
Mentre noi cercavamo di catturare a mani nude
Dei pesci senza sapore
E senza tasche?


mercoledì 22 febbraio 2017

Mari senza rive


Vieni qui, 
A seppellire l'ombelico 
Nell'ombelico.
Vieni a raccogliere le lune
E spezzarle, farne semicerchio
Sulla schiena.
Chinati.
Schiaccia la guancia contro l'infinito
Sussurragli di beltà e fraintendimenti
Schiudi il morso all'impeto
Lanciati al galoppo
Piega
Spalanca
Scuoti
Prendiamo in mano
Questi mari privati delle rive
Siano limpidi nidi di gorghi
E frattali di conchiglie
A confinare 
Ciò che non ha nome, ma chiama
E disarma.
Le regine
Nell'impero dei movimenti
Siedono sui polpastrelli
Aprono
Sfiorano
Danno
Toccare è marea
Le foci entrano e parlano la lingua
Delle lingue,
Sulle schiume più agitate
Siede il sovrano
Lui
Che viene
Senza che vi sia un luogo per.



domenica 19 febbraio 2017

Bucaneve e spine

I bucaneve si sono persi

In questi inverni caldi
Smarriti 
Schivano i calcagni e le primavere 
Pagano dazio ai crochi 
Doppiamente variopinti,
Usurpatori di vocali chiuse. 


Scremando gli sguardi

Con un borbottio ordinato
Si chinano a leccare
La faccia all'erba.

Sulle ombre ancora lunghe

Dei rami secchi 
Che ne carezzano la nuca 
I germogli 
Paiono spine.


domenica 12 febbraio 2017

Comandamenti


È stato incidendo
A piccoli morsi la pergamena
Tremante delle labbra.


Ho disegnato il volto
Coperto dalle mani a coppa
Di un desiderio: 
Gambe e braccia e ali e coda 
E il dettaglio della barba a sprazzi
Incanutita e crespa.


Con un polpastrello, 
Interruttore che non interrompe 
Ho sciolto i lacci alle nocche
Svelato le code degli occhi
E un firmamento di qualcosa
E' caduto dal primo bacio
Senza farsi male
Sui seni scoperti


Il desiderio è rimasto aggrappato
A socchiudere le labbra
A farne fessura sibillina 
Per un intero
Appassionato e nuovo
Comandamento.


giovedì 9 febbraio 2017

Come non averti


Come non averti qui
Nella torta poco cotta che ha mangiato il gatto
Nelle mani stese ad asciugare
E nelle crepe
Delle mura insuperate 
Delle mie mancate verità.
Come non averti
Qui dove si rovescia la pioggia
Dei miei lombi
Dove divaga il sentiero
E nel pertugio aperto dai passi
Si fermano gazze e scoiattoli
Come non averti qui ora
Di fianco alle cretinate
E in groppa a un cavallone
Di entusiasmo
E belle canzoni.
Sulla pergamena sbiancata
Coi denti e la saliva
Hai scritto i nomi e i cognomi
Di tutte le stelle
Che ti sono cadute addosso
Senza spostarti
Come non avessi qui
Un posto
Per metterle.


martedì 7 febbraio 2017

Facciamo facciamo che adesso

Facciamo facciamo che adesso 
Mi stendo e incrocio le mani 
Sul petto 
E per far posto alle mani 
Si spostano papaveri e fiordalisi
Che vanno a rubare il posto alle margherite
Che vanno a rubare il posto alle stucchevoli rose
Che non trovano di meglio che crescere sull'asfalto
Schiacciate così le spine come il profumo.
Facciamo facciamo che adesso
Apparecchio un tavolo di posate e prigioni
La sedia tessuto di bugie
I Piatti di paglia
Odorosa d'estate
Oppure terra
Secca e senza semi.
Facciamo facciamo che adesso
Porto a spasso l'appetito
Fino a dove cominciano le montagne
E lì lo abbandono
Come si fa con un bicchiere vuoto
Nell'osteria ubriaca del sabato sera.
E facciamo facciamo che adesso
Invece di tornare proseguo
Rincorro una formica
Un rigogolo
Un cirro
E tutto resta così
Riassegnato agli spettri.



 

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